FONTE: pag 124-126
MELANIE KLEIN: LA VITA FANTASMATICA
LE PULSIONI LIBIDICHE COME FENOMENI MENTALI
- Analizza i vissuti infantili attraverso una riflessione sul mondo interiore
- condivide la concezione Freudiana del DUALISMO PULSIONALE(Eros e Thanatos)
- MA ritiene che le pulsioni libidiche e aggressive non devono essere considerate da un punto di vista biologico ma come fenomeni mentali (odio e amore)
- Si concentra sul mondo interno personale che si sviluppa attraverso le relazioni con gli oggetti
LA RELAZIONE DEL NEONATO CON GLI OGGETTI INTERNI
FREUD
- Elabora il concetto di narcisismo primario per descrivere i primi momenti di vita del bambino
- Il neonato vive una condizione in cui non distingue tra sé e il mondo esterno
- Con la formazione dell'io il bambino riuscirà a differenziare tra sé e il mondo esterno
KLEIN
- Il neonato sperimenta da subito delle relazioni oggettuali (relazioni con gli oggetti, che possono essere anche oggetti interni--> angosce, fantasie, difese, emozioni, rappresentazioni mentali/fantasmi)
- Questi oggetti sono connessi all'esperienza del bambino--> collegate ai bisogni fisiologici
- BISOGNI SODDISFATTI--> il bambino prova piacere fa esperienza dell'oggetto buono (coincide inizialmente con la presenza fisica della madre)
- BISOGNI NON APPAGATI--> il bambino vive un'esperienza frustrante che corrisponde all'oggetto cattivo (coincide con l'assenza della madre)
↓
POSIZIONE SCHIZO-PARANOIDE--> un unico oggetto (la madre) viene scisso in due
Costituendo un oggetto buono quando gratifica è un
Oggetto cattivo quando non soddisfa i bisogni del
bambino
- verso i 5/6 mesi di vita il bambino scopre che questi due oggetti sono la stessa persona e che la madre rappresenta le due realtà opposte (quella gratificante e quella frustrante)
dopo inizia la POSIZIONE DEPRESSIVA
- paura di perdere l'oggetto amato
- La perdita è correlata a impulsi sadici (si esprimono con azioni tendenti a impossessarsi del corpo materno, a invaderlo, a distruggerlo)
- Nasce anche il senso di colpa dopo aver avuto queste fantasie, connesso alla paura di aver distrutto l'oggetto amato e alla paura delle conseguenze
↓
Il bambino sperimenta una CONDIZIONE DI AMBIVALENZA di amore odio verso l'oggetto amato
-->conflitto interiore
- Lentamente il bambino supera la posizione depressiva grazie alle gratificazioni materne che compensano le frustrazioni
↓
- L'oggetto buono viene interiorizzato e arricchisce l'IO
- MA la paura della perdita, i sentimenti ambivalenti, il senso di colpa non si superano del tutto e possono essere riattivati in epoche successive da un lutto
IL GIOCO COME TECNICA TERAPEUTICA
- Il gioco è una tecnica che permette a terapia psicoanalitica anche nel periodo che precede lo sviluppo del linguaggio
- Attraverso il gioco libero( con pupazzi, giocattoli, plastilina, creta ecc) il bambino esprime le sue emozioni, timori, desideri, conflitti inconsci
- L'analista deve stare molto attento ai vari aspetti del gioco--> quali materiali sceglie, in che modo usa i giocattoli, che cosa produce
- In seguito esprime al bambino l'interpretazione delle sue fantasie in modo diretto (tale interpretazione viene colta dal bambino a livello inconscio)
- Attraverso la terapia il bambino può superare i conflitti e controllare il senso di colpa




Commenti
Posta un commento