PSICOLOGIA Melanie Klein

 FONTE: pag 124-126


MELANIE KLEIN: LA VITA FANTASMATICA


Melanie Klein
1882-1960



LE PULSIONI LIBIDICHE COME FENOMENI MENTALI
  • Analizza i vissuti infantili attraverso una riflessione sul mondo interiore
  • condivide la concezione Freudiana del DUALISMO PULSIONALE(Eros e Thanatos) 
  • MA ritiene che le pulsioni libidiche e aggressive non devono essere considerate da un punto di vista biologico ma come fenomeni mentali (odio e amore)
  • Si concentra sul mondo interno personale che si sviluppa attraverso le relazioni con gli oggetti


LA RELAZIONE DEL NEONATO CON GLI OGGETTI INTERNI

FREUD
  • Elabora il concetto di narcisismo primario per descrivere i primi momenti di vita del bambino
  • Il neonato vive una condizione in cui non distingue tra sé e il mondo esterno 
  • Con la formazione dell'io il bambino riuscirà a differenziare tra sé e il mondo esterno


KLEIN
  • Il neonato sperimenta da subito delle relazioni oggettuali (relazioni con gli oggetti, che possono essere anche oggetti interni--> angosce, fantasie, difese, emozioni, rappresentazioni mentali/fantasmi)
  • Questi oggetti sono connessi all'esperienza del bambino--> collegate ai bisogni fisiologici
  • BISOGNI SODDISFATTI--> il bambino prova piacere fa esperienza dell'oggetto buono (coincide inizialmente con la presenza fisica della madre)
  • BISOGNI NON APPAGATI--> il bambino vive un'esperienza frustrante che corrisponde all'oggetto cattivo (coincide con l'assenza della madre)

                    ↓
          POSIZIONE SCHIZO-PARANOIDE--> un unico oggetto (la madre) viene scisso in due
                                                                             Costituendo un oggetto buono quando gratifica è un  
                                                                             Oggetto cattivo quando non soddisfa i bisogni del 
                                                                             bambino


  • verso i 5/6 mesi di vita il bambino scopre che questi due oggetti sono la stessa persona e che la madre rappresenta le due realtà opposte (quella gratificante e quella frustrante)




dopo inizia la POSIZIONE DEPRESSIVA 
  1. paura di perdere l'oggetto amato
  2. La perdita è correlata a impulsi sadici (si esprimono con azioni tendenti a impossessarsi del corpo materno, a invaderlo, a distruggerlo)
  3. Nasce anche il senso di colpa dopo aver avuto queste fantasie, connesso alla paura di aver distrutto l'oggetto amato e alla paura delle conseguenze
                   ↓
     Il bambino sperimenta una CONDIZIONE DI AMBIVALENZA di amore odio verso l'oggetto amato
                 -->conflitto interiore


  • Lentamente il bambino supera la posizione depressiva grazie alle gratificazioni materne che compensano le frustrazioni
                    ↓
  • L'oggetto buono viene interiorizzato e arricchisce l'IO
  • MA la paura della perdita, i sentimenti ambivalenti, il senso di colpa non si superano del tutto e possono essere riattivati in epoche successive da un lutto

IL GIOCO COME TECNICA TERAPEUTICA
  • Il gioco è una tecnica che permette a terapia psicoanalitica anche nel periodo che precede lo sviluppo del linguaggio
  • Attraverso il gioco libero( con pupazzi, giocattoli, plastilina, creta ecc) il bambino esprime le sue emozioni, timori, desideri, conflitti inconsci
  • L'analista deve stare molto attento ai vari aspetti del gioco--> quali materiali sceglie, in che modo usa i giocattoli, che cosa produce
  • In seguito esprime al bambino l'interpretazione delle sue fantasie in modo diretto (tale interpretazione viene colta dal bambino a livello inconscio)
  • Attraverso la terapia il bambino può superare i conflitti e controllare il senso di colpa































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